giovedì 13 giugno 2013

Una zuppa di sasso




E' da un po' che al telegiornale sento notizie di episodi di violenza dovuti al razzismo e alla incapacità di convivere con persone e culture diverse da noi. 
All'asilo di Andrea sono 73 bambini e ci sono italiani (veneti, romani, siciliani, lucani...), rumeni, albanesi, macedoni, africani... e mai una volta che Andrea mi abbia detto qualcosa riguardo al modo di parlare o al colore della pelle, piuttosto le distinzioni sono maschio/femmina, bravo o meno a disegnare a correre e a saltare.
Per creare un mondo dove tutti siamo uguali bisogna insegnare ai bambini a non avere pregiudizi e a combattere le discriminazioni legate alla razza, alla religione, alla cultura ecc...
Allora sediamoci tutti intorno ad Una zuppa di sasso, bellissimo libro di Anais Vaudelage e scopriamo che un lupo, una gallina, un porcello, una capra, una pecora, un cavallo, un cane... possono anche passare insieme una bella serata.
La storia narra di un lupo, vecchio e affamato che raggiunge il villaggio degli animali. Qui bussa alla porta della gallina, ma non per mangiarsela, come pensano tutti, ma per chiederle ospitalità e poter preparare la zuppa di sasso. La gallina è titubante ma curiosa e lo accoglie. 
Preoccupati arrivano, uno o due alla volta, a casa della gallina anche altri animali.
Ma come si prepara una zuppa di sasso? Beh, basta una pentola d'acqua e un sasso. Ma alla gallina la zuppa piace con un po' di sedano, dà sapore. E al porcello con le zucchine, all'oca con i porri e via dicendo. Ogni animale aggiunge alla zuppa un ingrediente.
Così come nella vita ogni animale/persona porta il suo bagaglio/ingrediente e tutti insieme si può vivere serenamente abbattendo quei pregiudizi che a volte si creano quando ci si ferma solo all'apparenza, senza andare a vedere cosa ognuno ha di buono da donare e offrire. 
E anche il lupo, dall'aspetto cupo e malinconico e magari un po' pauroso può essere un personaggio positivo. 


E' un libro piacevole con delle  belle immagini grandi e che si presta ad essere recitato e interpretato (come piace a me!).
E poi ci insegna che la vita è più buona se accettiamo di aggiungerci gli ingredienti che le persone che abbiamo intorno ci offrono. E più sono questi ingrediente più è unico e speciale il sapore, e non dimentichiamo che una zuppa in compagnia è sempre più gustosa, anche in compagnia del lupo!


martedì 4 giugno 2013

Come educare il tuo papà


Capita, per fortuna raramente, che Andrea si ammali.
Andrea è un bimbo attivo ed energico, non sta fermo un attimo. Ama le coccole ma solo quando e come vuole lui, a meno che non ci sia un libro di mezzo, allora arriva di corsa in braccio per leggerlo e guardarlo insieme!
Ieri a casa di una cara vicina abbiamo visto un volumetto dal titolo simpatico e che ci ha molto incuriosito e senza pensarci due volte ce lo siamo fatti prestare.
Prima l'abbiamo letto Andrea ed io; poi alla sera, complice il fatto che io e il piccolo Tommaso siamo usciti per un compleanno in famiglia, l'ha riletto col papà.
Il titolo è Come educare il tuo papà.
L'autore, Alain Le Saux, con molta ironia e arguzia elenca una serie di norme per formare nel modo più corretto un papà, presumibilmente un po' monello.
La ricetta giusta mescola comprensione e tenerezza, ma anche la giusta dose di severità.
E' simpatico e divertente. Ogni regola è sottolineata da una buffa vignetta.
E' una sorta di presa in giro ironica e brillante dei metodi educativi classici. Aiuta i bimbi a capire che i papà sono umani esattamente come loro e i genitori a porre meglio l'attenzione sulle necessità di ascolto e tolleranza dei propri figli.
Il capovolgimento di ruoli tra figlio e genitore e le immagini rendono il tutto molto divertente, forse più per noi adulti che per i bambini (ad Andrea ho divuto spiegare alcune delle norme descritte! con altre invece ha riso di gusto).



Quando il papà si guarda allo specchio si trova molto bello. Io gli do sempre ragione. Un papà deve avere una buona immagine di sè.
Quando il papà ascolta quello che dico ai miei amici io smetto subito di parlare. Un papà non deve immischiarsi in cose che non lo riguardano.
Quando il papà fa i capricci io non gli do retta. Non bisogna concedere a un papà tutto ciò che vuole.

Questi alcuni esempi dei principi educativi enunciati nel libro.
I bambini leggendoli si sentono più responsabili, perchè risultano più saggi e misurati dei loro genitori, anche se magari si riconoscono nei comportamenti dei papà raccontati dalle vignette; a loro volta i genitori riflettono sul loro metodo, arrivando comunque alla conclusione che di papà ce n'è uno solo, nessuno è perfetto e che un papà ben educato è un papà felice!

venerdì 24 maggio 2013

Il lupo che voleva essere una pecora


Chi non ha mai sognato di essere qualcun'altro? Magari anche solo per un momento, per un giorno? 
A me capita, e penso capiti a chiunque, anche ai bambini, che sicuramente hanno più immaginazione e fantasia di noi!
Beh, questa bellissima storia del grande Mario Ramos dal titolo Il lupo che voleva essere una pecora, parla anche di questo.
Ovviamente già sapete che io adoro questo scrittore e che i miei bimbi hanno un amore particolare per le storie dei lupi, da questo e quest'altro post.
Il piccolo lupo protagonista di questa storia vorrebbe essere una pecora, sogna di uscire dal bosco e volare in cielo, ma i lupi non hanno le ali. Neanche le pecore hanno le ali, ma lui le ha viste in cielo qualche volta... e così si traveste. 
E riesce a volare, ma non nel modo in cui crede lui! Infatti un aquila affamata lo afferra dal branco di pecore e lo porta nel suo nido.
A questo punto il piccolo lupo è impaurito e arrabbiato! E cerca il modo per fuggire all'aquila..
Capita anche nella realtà che i sogni si avverino, ma magari non proprio come ce li siamo immaginati, o no?!





E' una storia di paura e di coraggio, di sconforto e speranza, di stupore. Fa capire ai bambini che ognuno di noi è speciale e che a volte i sogni si possono realizzare... 
Certamente io sono un lupo. Ma non un lupo qualsiasi! Ho toccato le nuvole, io!

lunedì 6 maggio 2013

Alcuni modi infallibili per allevare un "non lettore"



Volevo condividere queste divertenti regole suggerite da due esperti americani per riuscire ad allevare un "non lettore"!!


  • NON LEGGETE MAI dove i bambini possono vedervi
  • METTETE UN TELEVISORE O UN COMPUTER in ogni stanza della casa, cucina e camere da letto comprese
  • RIMPROVERATE IL BAMBINO ogni volta che sbaglia una parola
  • PROGRAMMATE ATTIVITA' EXTRASCOLASTICHE tutti i giorni, così che il bambino non si annoi
  • USATE SOLO LAMPADINE DA 40 WATT per le luci di casa
  • NON RILEGGETEGLI MAI lo stesso libro per nessuna ragione
  • PROIBITEGLI ASSOLUTAMENTE di leggere a letto


venerdì 3 maggio 2013

Libro!


Libri libri libri, a casa nostra ce ne sono in ogni stanza, in ogni mensola, in ogni angolo.
I miei bimbi sono nati circondati da libri e io ne sono contentissima...
"Libri libri libri! ne aveva a centinaia, migliaia, milioni... e non smetteva mai di comprarne di nuovi.
Che ne farà di tutti questi libri? direte voi. Bè molte cose. Per esempio una cosa che gli piaceva tanto era prenderli tra le mani e, delicatamente, fare frrrr! con le pagine"
Ho preso in prestito questa frase di Sebastiano Ruiz Mignone, tratta da I pappalettere, per introdurre il fantastico libro di cui vorrei parlare oggi.
Cos'è un libro? A cosa serve? come si usa? per noi sono domande logiche, ovvie e scontate. Ma diamo un libro ad un bimbo di sei mesi, di un anno, diventerà ogni sorta di oggetto, ma anche molti adulti li usano a volte con funzioni diverse da quelle per cui sono nati.
Avete mai annusato un libro? Ci avete mai immerso la faccia? O come nel racconto citato prima fatto frrrr! con le pagine?
Libro! di Kristine O'Connell George, illustrato da Maggie Smith, racconta di un bimbo che un giorno riceve un regalo, un libro. Comincia a manipolarlo, aprirlo, chiuderlo, metterselo in testa!
E' un libro semplice e immediato, con poche parole e immagini essenziali.
E' un libro che non va solo letto, ma raccontato, mimato, recitato, interpretato.



Noi l'abbiamo letto ieri sera, non una ma quattro volte di fila!! Eh, sì. La prima volta l'ho letto io; poi a modo suo e con parole sue l'ha raccontato Andrea. Dopo è stata la volta di Tommaso, un po' aiutato dal fratello. E infine nuovamente io.
E' stato meraviglioso!
"E poi troveremo braccia di mamma per leggerti insieme, prima di nanna...."
Alla fine il piccolo protagonista si addormenta con il libro tra le braccia, e poco c'è mancato che anche Andrea se lo portasse a letto!



mercoledì 17 aprile 2013

Ranocchio e un giorno molto speciale



Ieri è stato un giorno speciale a casa nostra. Già alla mattina si respirava un'aria diversa, festosa. Eh già, perchè il piccolo Andrea ha compiuto 5 anni. 
Alla mattina le solite corse, ma con un'energia diversa e con l'emozione di portare a scuola bibite e biscotti per festeggiare... essendo timido come la mamma, la scalinata dell'asilo con gli auguri di tutti i genitori incrociati, gli sarà sembrata infinita!
Poi al pomeriggio la merenda con gli amici, le corse al parco e alla sera la grigliata con nonni e il cugino grande! E ovviamente non potevano mancare i regali!
Insomma, una giornata piena.
E nonostante l'ora tarda, non abbiamo potuto saltare, alla sera, la lettura del libro. Un libro nuovo, regalo della zia Anna che si intitola appunto Ranocchio e un giorno molto speciale.
L'autore olandese Max Velthuijs, racconta la giornata di Ranocchio. 
Lepre gli ha detto che oggi è un giorno speciale, ma lui non sa perchè. Così prova a chiederlo ai suoi amici, Porcello, Anatra e Ratto, ma non è soddisfatto delle risposte... uno gli dice che tutti i giorni sono speciali, l'altro che è giorno di bucato!!
Alla fine sconsolato e arrabbiato va a casa di Lepre, ma lei non c'è. Sulla porta c'è un biglietto che parla di una festa! Ma Ranocchio non sa leggere bene e così si arrabbia e si intrisce ancora di più, pensando che i suoi amici vadano ad una festa senza dirglielo. Ranocchio mogio mogio se ne torna a casa, ma quando apre la porta... la festa è per lui, perchè è il suo compleanno!!!




Con delle immagini semplici e colorate, questo libro racconta una storia di amicizia e di affetto. Regalato e letto poi proprio nel giorno del compleanno ha dato a questa giornata un'aura ancora più magica e speciale. 
Alla sera Ranocchio va a letto, stanco ma felice "Non mi scorderò mai di questo giorno" pensò. "Lepre aveva ragione. E' stato davvero un giorno molto speciale".
Appena finito di leggere Andrea mi ha guardato con i suoi occhioni e mi ha detto "Mamma, proprio come me!" e si è addormentato.
Auguri pulcino, è stata davvero una bella giornata! 

lunedì 8 aprile 2013

Il piccolo principe



Da che io ricordi c'è un libro nella mia vita che mi accomapagna da sempre. Ce l'avevano i miei genitori, poi quando sono diventata grande abbastanza, l'ho comprato anch'io, ce l'ha mia sorella, i miei amici, l'ho spesso regalato, l'ho letto e riletto. Qualche anno fa Massimo mi ha regalato anche la versione pop-up! E soprattutto non vedo l'ora di poterlo leggere ai miei bambini.
Mia mamma si è addiritura tatuata uno dei personaggi (la volpe) sul collo!!!
E' sì, perchè è un libro che rimane nel cuore, dalla prima all'ultima parola, dal primo all'ultimo disegno... è un libro che parla di emozioni, di amore e di amicizia, come pochi sanno fare. Si tratta de "Il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry.
La prima immagine che mi ricordo è questa


facevo la prima elementare e avevo appena cominciato a leggere, pian piano ho cominciato a decifrare quello che era scritto sotto la prima figura Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno le spaventava. Ma mi risposero: "Spaventare? Perchè mai uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?" Il mio disegno non era il disegno di un cappello. Era il disegno di un boa che digeriva un elefante. Affinchè vedessero chiaramente cos'era, disegnai l'interno del boa. Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi.
E da lì decisi che dovevo leggerlo.
Narra di un pilota d'aerei che costretto ad un atterraggio d'emergenza nel deserto incontra un tipetto assai strano. E' il piccolo principe, che racconta di essere arrivato dal suo pianeta, piccolo piccolo, dove viveva da solo, con unica compagna una rosa piuttosto vanitosa e spesso scorbutica.
Nel suo vagare nello spazio ha incontrato diversi personaggi tutti molto partiolari, dai quali il piccolo protagonista trae insegnamenti importanti, finchè arriva sulla terra.
Anche qui il suo viaggio lo porterà ad incontrare parecchie persone, animali e piante e anche qui gli insegnamenti saranno tanti.




Ho deciso di scrivere di questo libro oltre perchè è veramente unico e fantastico e non può mancare in nessuna libreria, anche perchè sabato ha compiuto 70 anni...
E' una storia dedicata a grandi e piccini, perchè ognuno può imparare qualcosa. I grandi a mettersi al livello dei bambini, ad amarli e a rispettarli, i bambini a portare pazienza se ogni tanto gli adulti si dimenticano di quando erano a loro volta piccoli. 
E' il libro dei grandi sentimenti, l'amicizia, l'affetto, l'innamoramento, l'amore, che a volte non riesce ad essere duraturo come si vorrebbe... 
E' un libro che ho riletto più volte e ogni volta, in base all'età o al momento, mi ha lasciato qualcosa di diverso. E' sempre commovente e intenso, a partire dalla dedica:
A Léon Werth
Domando perdono ai bambini di aver dedicato questo libro a una persona grande. Ho una scusa seria: questa persona grande è il migliore amico che abbia al mondo. Ho una seconda scusa: questa persona grande può capire tutto, anche i libri per bambini; e ne ho una terza: questa persona grande abita in Francia, ha fame, ha freddo e ha molto bisogno di essere consolata. E se tutte queste scuse non bastano dedicherò il libro al bambino che questa persona grande è stato. Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano).
Perciò correggo la mia dedica: A Léon Werth quando era un bambino.