Eh sì, i lupi ci piacciono tanto, e la favola preferita di Tommaso, che ha per protagonista un lupo è la classica storia dei tre porcellini.
La favola, che conosciamo tutti, è stata pubblicata per la prima volta verso la metà del 1800 (ha i suoi anni) e ne esistono infinite varianti e infiniti rifacimenti, uno anche della Disney.
Quella che a noi piace raccontare è un po' particolare. E' in rima, il che la rende quasi una cantilena e si presta molto ad essere letta "al buio", cioè io la leggo e interpreto con l'aiuto di una lucina e i bimbi l'ascoltano dal letto, sotto le coperte, in modo che una volta arrivati alla fine ci si può addormentare quasi subito, coccolati dalla voce della mamma (o del papà) che ha raccontato la storia.
Non ne esiste una versione stampata, perciò io ve la riporto qua sotto... e buona lettura!
In un bel bosco di betulle e pini
vivevan tre graziosi porcellini.
Fra scherzi e lieti giochi la brigata
felice trascorreva la giornata,
e senza aver un sol pensiero al mondo,
cantavano facendo il girotondo.
Ma un brutto giorno proprio lì vicino,
tornò di casa un pessimo inquilino:
un lupo grigio e spelacchiato,
dall'aspetto crudele ed affamato.
Quel lupo magrolino e denutrito
era fornito d'ottimo appetito
e soprattutto, aveva una passione
per i porcelli arrosto col limone.
"Fratelli, è giunta l'ora, almeno credo,
se non vogliam finire sullo spiedo,
di lavorare sodo e fabbricarci
una casetta dove rifugiarci,
nel caso che quel brutto lupo infame
ci veda e si ricordi di aver fame".
Queste parole disse ai suoi fratelli,
tutto serio, il maggiore dei porcelli;
così ciascuno di loro in tutta fretta
si pose a costruire una casetta.
Il più piccino, dentro la boscaglia,
si fece una casetta con la paglia.
A farla lui ci mise un batter d'occhio,
poi si grattò la testa ed il ginocchio
e disse "ho lavorato per benino,
ma adesso voglio fare un pisolino".
Il secondo porcello, con impegno,
si fabbricò una casa di legno,
ma ben tre ore aveva lavorato
ed era veramente affaticato.
"Ho lavorato in modo scrupoloso"
pensò, "quindi mi merito il riposo".
Il terzo porcellino, assai più saggio,
si disse "beh, facciamoci coraggio!
La più sicura delle abitazioni
mi costruirò con solidi mattoni".
Gli costò gran lavoro e molte pene,
ma la casetta venne proprio bene.
Infine essendo stanchi da morire,
i tre fratelli andarono a dormire.
Intanto dentro il bosco silenzioso
qualcuno si aggirava minaccioso;
il lupo, che sentendo un gran languore,
era scontento e assai di malumore.
Ad un tratto, però, con il suo fiuto,
lui colse un profumino conosciuto
ed esclamò, contento "hurrà, che bello!
Lo riconosco è odore di porcello!
Di certo il mio nasone non si sbaglia:
c'è dell'arrosto dentro quella paglia!".
Quel lupo, benchè vecchio e malandato,
era esperto nel soffio potenziato
e gli bastò, purtroppo, un soffio solo
per far crollare la casetta al suolo.
Il porcellino, vistosi perduto,
da suo fratello andò gridando "aiuto!
Dammi soccorso che non son disposto
ad esser mangiato come arrosto!"
"Fa presto, non aver alcun indugio,
nella mia casa troverai rifugio"
rispose suo fratello, ma vi giuro,
sbagliavano sentendosi al sicuro.
Soffiò tre volte il lupo, non di più,
e la casa di legno cadde giù.
A questo punto i poveri maiali
corsero come se avessero le ali
diretti alla casetta di mattoni.
Il lupo dietro urlava "state buoni!
Ragazzi mi farebbe proprio gola
mangiare qualche tenera braciola!"
Ma i maialini, stanchi e spaventati
dal fratellino s'eran rifugiati;
lì non avevan più nessun motivo
di aver paura del lupo cattivo
che niente più poteva fare adesso
contro la casa di mattoni e gesso.
Il lupo soffiò quasi per tre ore
finchè crollò, colpito da malore,
tanto che i porcellini, per creanza,
dovettero chiamare l'ambulanza.
Soccorso e trasportato all'ospedale
quell'essere famelico e brutale,
anche se il fatto può sembrare strano,
da allora diventò vegetariano.
Il magico mondo dei libri per bambini raccontato da una mamma che sotto sotto è rimasta una bambina che ha ancora voglia di sognare...
mercoledì 27 febbraio 2013
mercoledì 20 febbraio 2013
Che cos'è un bambino?
Che domanda difficile si pone e ci pone Beatrice Alemagna in questo libro. Che cos'è un bambino? Tutti sappiamo che cos'è un bambino, ma quando mi sono fermata a pensarci un po' più a fondo io, sinceramente, ho trovato delle difficoltà a mettere a parole una cosa così semplice. Così ho preso il libro. La scrittrice la conoscevo già, grazie a questo libro.
Che cos'è un bambino?
Un bambino è una persona piccola. E' piccolo solo per un po', poi diventa grande.
Così inizia questo libro meraviglioso, con delle immagini bellissime, di bambini, di tutte le forme, di tutti i colori, con mille espressioni e facce diverse.
I bambini sono onesti, sinceri, prendono le cose molto sul serio, vogliono essere ascoltati con gli occhi spalancati, sono semplici, sono piccoli, ma un giorno cambieranno, qualcuno è più capriccioso e qualcuno meno, hanno grandi idee, grandi desideri, non hanno paura di sognare, non hanno paura di piangere. I bambini sono tutti diversi, chi più grassottello, chi ha gli occhiali, chi è viziato...
Poi però crescono, tutti, e c'è chi sarà più felice di questo e chi meno.
E quando noi adulti guardiamo i bambini a volte ripensiamo a quando anche noi eravamo persone piccole, ma con idee grandi e grandi sogni e grandi speranze. E magari ci chiediamo come ha fatto il mondo a restringersi in questo modo, che fine ha fatto il mondo grande che vedevamo con i piccoli occhi di quando eravamo bambini?
E' un libro per bambini che piace tantissimo anche ai grandi.
Ieri sera io ero fuori, così l'ho fatto trovare ai bimbi e al papà e l'hanno letto insieme. Quando sono tornata il papà mi ha detto che era piaciuto un sacco anche a lui e che è un libro davvero bello!
Aiuta i bambini a rispondere alla domanda "chi sono io?", ma nello stesso tempo aiuta i grandi a capire i bambini, a ri-mettersi nei loro panni. Riduce le distanze tra piccoli e grandi, aiutando di conseguenza la relazione, aumentando la comprensione reciproca, l'attenzione e il rispetto per le emozioni e i sentimenti.
"I bambini piangono perchè un sasso è scivolato nell'acqua, perchè lo shampoo pizzica gli occhi, perchè hanno sonno, perchè fa buio. Piangono forte, per farsi sentire bene. Per consolarli ci vogliono gli occhi gentili. E una lucina vicino al letto.
I grandi, invece, amano dormire al buio. Non piangono quasi mai, neppure se lo shampoo entra nel naso, e se capita, piangono piano. Tanto piano che i bambini non se ne accorgono. O fanno finta di non vedere niente...."
Che cos'è un bambino?
Un bambino è una persona piccola. E' piccolo solo per un po', poi diventa grande.
Così inizia questo libro meraviglioso, con delle immagini bellissime, di bambini, di tutte le forme, di tutti i colori, con mille espressioni e facce diverse.
I bambini sono onesti, sinceri, prendono le cose molto sul serio, vogliono essere ascoltati con gli occhi spalancati, sono semplici, sono piccoli, ma un giorno cambieranno, qualcuno è più capriccioso e qualcuno meno, hanno grandi idee, grandi desideri, non hanno paura di sognare, non hanno paura di piangere. I bambini sono tutti diversi, chi più grassottello, chi ha gli occhiali, chi è viziato...
Poi però crescono, tutti, e c'è chi sarà più felice di questo e chi meno.
E quando noi adulti guardiamo i bambini a volte ripensiamo a quando anche noi eravamo persone piccole, ma con idee grandi e grandi sogni e grandi speranze. E magari ci chiediamo come ha fatto il mondo a restringersi in questo modo, che fine ha fatto il mondo grande che vedevamo con i piccoli occhi di quando eravamo bambini?
E' un libro per bambini che piace tantissimo anche ai grandi.
Ieri sera io ero fuori, così l'ho fatto trovare ai bimbi e al papà e l'hanno letto insieme. Quando sono tornata il papà mi ha detto che era piaciuto un sacco anche a lui e che è un libro davvero bello!
Aiuta i bambini a rispondere alla domanda "chi sono io?", ma nello stesso tempo aiuta i grandi a capire i bambini, a ri-mettersi nei loro panni. Riduce le distanze tra piccoli e grandi, aiutando di conseguenza la relazione, aumentando la comprensione reciproca, l'attenzione e il rispetto per le emozioni e i sentimenti.
"I bambini piangono perchè un sasso è scivolato nell'acqua, perchè lo shampoo pizzica gli occhi, perchè hanno sonno, perchè fa buio. Piangono forte, per farsi sentire bene. Per consolarli ci vogliono gli occhi gentili. E una lucina vicino al letto.
I grandi, invece, amano dormire al buio. Non piangono quasi mai, neppure se lo shampoo entra nel naso, e se capita, piangono piano. Tanto piano che i bambini non se ne accorgono. O fanno finta di non vedere niente...."
lunedì 18 febbraio 2013
Libri
I libri sono trampoli
da mettere nei piedi
il mondo è senza limiti
e da lassù lo vedi
i libri sono trampoli
per vivere più a fondo
la testa nelle nuvole
e i piedi sopra il mondo
i libri sono trampoli
le storie sono tante
chi legge salta i limiti
con passi da gigante
Bruno Tognolini
da mettere nei piedi
il mondo è senza limiti
e da lassù lo vedi
i libri sono trampoli
per vivere più a fondo
la testa nelle nuvole
e i piedi sopra il mondo
i libri sono trampoli
le storie sono tante
chi legge salta i limiti
con passi da gigante
Bruno Tognolini
venerdì 15 febbraio 2013
Sono io il più forte!
I lupi ci piacciono proprio, soprattutto a Tommaso! Così ieri sera abbiamo riletto Sono io il più forte! di Mario Ramos, scrittore belga da poco scomparso.
E' il libro precedente a questo, ma noi lo abbiamo ricevuto in regalo successivamente... ma va bene lo stesso!
La storia racconta del solito lupo vanitoso che va in giro per il bosco a chiedere a tutti chi è il più forte, aspettandosi ovviamente che tutti gli rispondano che è lui, il grande lupo cattivo, il più forte di tutti.
Il lupo anche stavolta incontra svariati personaggi, un coniglietto, Cappuccetto Rosso, i tre porcellini, i sette nani... e da tutti, impauriti e tremanti, ottiene sempre la solita e attesa risposta. Eh sì, perchè il lupo non è stupido, non va mica da chi è più forte di lui a chiedere chi sia il più forte... facile no?!
E si gonfia e si vanta questo lupo presuntuoso, grazie alla risposta di tutti questi dolci personaggi subito pronti a compiacerlo (per paura) e a dargli la risposta che si aspetta... fino a che incontra un esserino verde non bene identificabile definito dal lupo "specie di rospo". E' il draghetto che alla domanda del cattivone "Ciao, orribile cosa. Suppongo che tu sappia chi è il più forte?" risponde "Sì, certamente. E' la mia mamma!".
Anche in questo caso il lupo dovrà ricredersi e farsi piccolo piccolo davanti all'apparire di una mamma drago enorme e alle parole del piccolo "La mia mamma è la più forte e anche la più buona... tranne con chi è cattivo con me!"
Il libro assomiglia moltissimo all'altro, testo e figure semplici, divertenti e si presta molto ad essere recitato. Il prendere in giro il lupo cattivo poi è la parte che più piace ai miei piccoli. Scoprire che anche un essere che in certe situazioni incute molta fifa, può a sua volta aver paura e scappare e che la sua boria è solo finzione, rende anche l'oggetto della paura molto meno spaventoso.
Sicuramente un libro da leggere, anche questo, alternandolo all'altro magari per ridere un po' insieme e imparare che al mondo gente presuntuosa ce n'è sempre e che a volte basta qualcuno di vero e ingenuo come un bambino, o in questo caso un piccolo draghetto, per smascherarlo e farlo cadere dal piedistallo che si è costruito!
E' il libro precedente a questo, ma noi lo abbiamo ricevuto in regalo successivamente... ma va bene lo stesso!
La storia racconta del solito lupo vanitoso che va in giro per il bosco a chiedere a tutti chi è il più forte, aspettandosi ovviamente che tutti gli rispondano che è lui, il grande lupo cattivo, il più forte di tutti.
Il lupo anche stavolta incontra svariati personaggi, un coniglietto, Cappuccetto Rosso, i tre porcellini, i sette nani... e da tutti, impauriti e tremanti, ottiene sempre la solita e attesa risposta. Eh sì, perchè il lupo non è stupido, non va mica da chi è più forte di lui a chiedere chi sia il più forte... facile no?!
E si gonfia e si vanta questo lupo presuntuoso, grazie alla risposta di tutti questi dolci personaggi subito pronti a compiacerlo (per paura) e a dargli la risposta che si aspetta... fino a che incontra un esserino verde non bene identificabile definito dal lupo "specie di rospo". E' il draghetto che alla domanda del cattivone "Ciao, orribile cosa. Suppongo che tu sappia chi è il più forte?" risponde "Sì, certamente. E' la mia mamma!".
Anche in questo caso il lupo dovrà ricredersi e farsi piccolo piccolo davanti all'apparire di una mamma drago enorme e alle parole del piccolo "La mia mamma è la più forte e anche la più buona... tranne con chi è cattivo con me!"
Il libro assomiglia moltissimo all'altro, testo e figure semplici, divertenti e si presta molto ad essere recitato. Il prendere in giro il lupo cattivo poi è la parte che più piace ai miei piccoli. Scoprire che anche un essere che in certe situazioni incute molta fifa, può a sua volta aver paura e scappare e che la sua boria è solo finzione, rende anche l'oggetto della paura molto meno spaventoso.
Sicuramente un libro da leggere, anche questo, alternandolo all'altro magari per ridere un po' insieme e imparare che al mondo gente presuntuosa ce n'è sempre e che a volte basta qualcuno di vero e ingenuo come un bambino, o in questo caso un piccolo draghetto, per smascherarlo e farlo cadere dal piedistallo che si è costruito!
giovedì 7 febbraio 2013
Chi me l'ha fatta in testa?
Ieri sera prima della nanna, i bimbi hanno voluto che leggessi per l'ennesima volta un libro divertentissimo di Wernwr Holtzwarth e Wolf Erlbruch dal titolo Chi me l'ha fatta in testa?
La storia narra di una piccola Talpa a cui una sera, non appena mette la testa fuori dalla tana, capita un fatto strano. Era rotondo e marrone -pareva un po' una salsiccia- e il peggio fu che le cadde proprio in testa -splic. La Talpa è miope, questo è vero ma il suo odorato funziona benissimo... qualcuno gliela aveva proprio fatta in testa. Ovviamente non poteva scoprirlo da sola, così parte alla ricerca del colpevole. Perchè le cacche non sono mica tutte uguali, il piccione fa splusc - uno sprizzo lattiginoso schizzò proprio davanti alla piccola Talpa, il cavallo invece puff puff puff puff puff- bombardò l'erba di cinque grosse e grasse pallottole.... e la lepre, la capra, la mucca, il maiale... la Talpa, insieme a noi lettori, prosegue la sua indagine, venendo a conoscenza dell'aspetto e della consistenza delle cacche dei vari animali, a volte con curiosità, a volte con disgusto (la mucca ad esempio papataff- un'immensa focaccia verdastra si depositò mollemente al suolo. "Che fortuna che non è stata lei a farmela in testa!" pensò la piccola Talpa).
La Talpa continua a girare con quella cosa in testa e a chiedere, finchè incontra due mosche, vere esperte in materia. Il responso è definitivo: è stato un cane, Gian Maria! E così la piccola Talpa si vendica. Occhio per occhio cacca per cacca... era così il proverbio no?!
E' un libro veramente spassoso, sia per i bambini, ma anche per gli adulti. Piace a Tommaso perchè ha tante belle figure e poche parole.. ed essendo anche un po' stitico chissà che il parlare di cacca non lo aiuti un po'... Piace ad Andrea perchè è irriverente e buffo, scanzonato e provocatorio e poi tutti i bambini ridono a parlare di cacca. Piace a noi genitori perchè è un libro da recitare, da teatralizzare, imitando i rumori delle cacche di tutti gli animale, facendo versi di disgusto o ridendo insieme, provando a rifare i rumori dell'una o dell'altra cacca.
Nonostante l'argomento è una storia garbata, semplice e veramente spiritosa, da leggere insieme una, due, dieci volte, perchè la risata è garantita sempre!
La storia narra di una piccola Talpa a cui una sera, non appena mette la testa fuori dalla tana, capita un fatto strano. Era rotondo e marrone -pareva un po' una salsiccia- e il peggio fu che le cadde proprio in testa -splic. La Talpa è miope, questo è vero ma il suo odorato funziona benissimo... qualcuno gliela aveva proprio fatta in testa. Ovviamente non poteva scoprirlo da sola, così parte alla ricerca del colpevole. Perchè le cacche non sono mica tutte uguali, il piccione fa splusc - uno sprizzo lattiginoso schizzò proprio davanti alla piccola Talpa, il cavallo invece puff puff puff puff puff- bombardò l'erba di cinque grosse e grasse pallottole.... e la lepre, la capra, la mucca, il maiale... la Talpa, insieme a noi lettori, prosegue la sua indagine, venendo a conoscenza dell'aspetto e della consistenza delle cacche dei vari animali, a volte con curiosità, a volte con disgusto (la mucca ad esempio papataff- un'immensa focaccia verdastra si depositò mollemente al suolo. "Che fortuna che non è stata lei a farmela in testa!" pensò la piccola Talpa).
La Talpa continua a girare con quella cosa in testa e a chiedere, finchè incontra due mosche, vere esperte in materia. Il responso è definitivo: è stato un cane, Gian Maria! E così la piccola Talpa si vendica. Occhio per occhio cacca per cacca... era così il proverbio no?!
E' un libro veramente spassoso, sia per i bambini, ma anche per gli adulti. Piace a Tommaso perchè ha tante belle figure e poche parole.. ed essendo anche un po' stitico chissà che il parlare di cacca non lo aiuti un po'... Piace ad Andrea perchè è irriverente e buffo, scanzonato e provocatorio e poi tutti i bambini ridono a parlare di cacca. Piace a noi genitori perchè è un libro da recitare, da teatralizzare, imitando i rumori delle cacche di tutti gli animale, facendo versi di disgusto o ridendo insieme, provando a rifare i rumori dell'una o dell'altra cacca.
Nonostante l'argomento è una storia garbata, semplice e veramente spiritosa, da leggere insieme una, due, dieci volte, perchè la risata è garantita sempre!
mercoledì 30 gennaio 2013
Le Streghe
Siamo a fine gennaio, tempo di influenze e di bilanci, e io questo weekend, in compagnia del raffreddatoperenne Tommaso, ho fatto entrambi... e cosa c'è di meglio da fare a letto con la febbre se non pensare, visto che il mal di testa impedisce la lettura? e a cosa si può pensare se non ai libri? e così mi è venuto in mente questo libro, Le Streghe, di Roald Dahl, il mio scrittore per bambini preferito.
Anche se non è proprio un libro per bambini piccoli, mi è venuto alla mente perchè, oltre ad essere un libro fantastico, è anche uno dei primi libri che ho letto a voce alta, a qualcun'altro. L'ho letto alla mia sorellina, che per qualche sera veniva ad accoccolarsi sotto le coperte del mio letto per ascoltare la storia di un bimbo di sette anni rimasto orfano dei genitori. Per volere di questi va a vivere con la nonna, norvegese, che gli racconta di come le streghe, che esistono davvero, siano brave a confondersi con le persone normali.
Una VERA STREGA odia i bambini di un odio così feroce, furibondo, forsennato e furioso, da non poterselo immaginare. E infatti passa tutto il suo tempo a escogitare nuovi modi per sbarazzarsi di loro. Il suo più grande divertimento è farli fuori uno ad uno;non pensa ad altro, dalla mattina alla sera.
Che faccia la cassiera in un supermercato o la segretaria in un ufficio, oppure che guidi un'automobile di lusso, la sua mente continua instancabile a inventare, rimuginare, tramare, progettare, elaborare piani sanguinosi
Durante una vacanza al mare il bimbo e la nonna si ritrovano in un albergo dove c'è un raduno di streghe. La Strega Suprema infatti le ha convocate per una convention con il falso nome di Reale Società per la Protezione dell'Infanzia Maltrattata.
Insieme nonna e nipote (che nel frattempo è stato trasformato in topo) riusciranno a sconfiggere e eliminare le malefiche streghe.
Ma come si fa a riconoscere una vera strega? La nonna, che da giovane era una "fiutastreghe" ci insegna che portano sempre guanti bianchi per nascondere gli artigli; hanno parrucche per coprire la calvizie e si grattano spesso la testa; hanno i piedi quadrati e si tolgono spesso le scarpe a punta sotto al tavolo; hanno grandi narici per fiutare l'odore dei bambini puliti, infatti quelli che si lavano un po' meno a volte riescono a mimetizzarsi meglio; hanno la saliva blu e i denti azzurrini...
Le streghe descritte con minuzia e precisione dalla fervida immaginazione dello scrittore sono in realtà le persone cattive, che esistono purtroppo un po' ovunque e da cui è bene stare lontani. Bisogna imparare a riconoscerle e evitarle. Perchè è vero che ai nostri figli insegnamo che il bene trionfa sempre, però è anche giusto far vedere loro che purtroppo il male e la cattiveria esistono e spesso si nascondono bene ed è molto difficile riconoscerli!
E' un libro ben scritto, arricchito da filastrocche in rima. E' un libro in cui è facile immedesimarsi, nonostante la fantasiosità e l'assurdità dell'argomento, in fondo, siamo così sicuri di non aver mai incontrato una strega?
Anche se non è proprio un libro per bambini piccoli, mi è venuto alla mente perchè, oltre ad essere un libro fantastico, è anche uno dei primi libri che ho letto a voce alta, a qualcun'altro. L'ho letto alla mia sorellina, che per qualche sera veniva ad accoccolarsi sotto le coperte del mio letto per ascoltare la storia di un bimbo di sette anni rimasto orfano dei genitori. Per volere di questi va a vivere con la nonna, norvegese, che gli racconta di come le streghe, che esistono davvero, siano brave a confondersi con le persone normali.
Una VERA STREGA odia i bambini di un odio così feroce, furibondo, forsennato e furioso, da non poterselo immaginare. E infatti passa tutto il suo tempo a escogitare nuovi modi per sbarazzarsi di loro. Il suo più grande divertimento è farli fuori uno ad uno;non pensa ad altro, dalla mattina alla sera.
Che faccia la cassiera in un supermercato o la segretaria in un ufficio, oppure che guidi un'automobile di lusso, la sua mente continua instancabile a inventare, rimuginare, tramare, progettare, elaborare piani sanguinosi
Durante una vacanza al mare il bimbo e la nonna si ritrovano in un albergo dove c'è un raduno di streghe. La Strega Suprema infatti le ha convocate per una convention con il falso nome di Reale Società per la Protezione dell'Infanzia Maltrattata.
Insieme nonna e nipote (che nel frattempo è stato trasformato in topo) riusciranno a sconfiggere e eliminare le malefiche streghe.
Ma come si fa a riconoscere una vera strega? La nonna, che da giovane era una "fiutastreghe" ci insegna che portano sempre guanti bianchi per nascondere gli artigli; hanno parrucche per coprire la calvizie e si grattano spesso la testa; hanno i piedi quadrati e si tolgono spesso le scarpe a punta sotto al tavolo; hanno grandi narici per fiutare l'odore dei bambini puliti, infatti quelli che si lavano un po' meno a volte riescono a mimetizzarsi meglio; hanno la saliva blu e i denti azzurrini...
Le streghe descritte con minuzia e precisione dalla fervida immaginazione dello scrittore sono in realtà le persone cattive, che esistono purtroppo un po' ovunque e da cui è bene stare lontani. Bisogna imparare a riconoscerle e evitarle. Perchè è vero che ai nostri figli insegnamo che il bene trionfa sempre, però è anche giusto far vedere loro che purtroppo il male e la cattiveria esistono e spesso si nascondono bene ed è molto difficile riconoscerli!
E' un libro ben scritto, arricchito da filastrocche in rima. E' un libro in cui è facile immedesimarsi, nonostante la fantasiosità e l'assurdità dell'argomento, in fondo, siamo così sicuri di non aver mai incontrato una strega?
domenica 20 gennaio 2013
La Regina dei baci
Ho scoperto questo bellissimo libro un paio d'anni fa, ad un incontro sulle letture per bambini a cui ho partecipato.
La Regina dei baci di Kristien Aertssen è un libro che parla di affetti e sentimenti e a noi piacciono tanto i libri coccoli e dolci sul volersi bene e dimostrarselo!!!
Anche perchè quando ci si vuole bene bisogna dirselo, dimostrarselo in tutti i modi possibili... in fondo amarsi senza dirselo o senza coccolarsi e abbracciarsi e baciarsi non è un po' come leggere senza capire cosa si legge? o andare in vacanza per rimanere chiusi in camera?....
La Regina dei baci parla di una mamma e della sua bambina. La bimba vorrebbe dei baci, ma la Regina è troppo impegnata e non ha tempo, così le consiglia di prendere il suo aereo e andare in cerca della Regina dei baci. Ma dove si nasconderà questa Regina dei baci?
Nel suo viaggio la piccola principessa incontra la Regina delle torte che le insegna a diventare una brava pasticcera e le regala dei dolcetti; la Regina dei gatti che le dona un gattino per tenerle compagnia; la Regina dei giochi e la Regina dei fiori e infine la Regina della notte. Da ogni regina impara qualcosa e riceve dei regali, ma ad un certo punto la principessa ripensa alla sua mamma "Non ho trovato la Regina dei baci, ma pazienza. E' la mia mamma quella che voglio!"
Quando arriva a casa con tutti i regali li vuole dare alla mamma, ma quest'ultima vuole solo riempire la sua piccolina di baci. "Sai una cosa mamma? Sei TU la Regina dei baci!"
Direi che è la storia ideale per le coccole serali.
Una volta con Andrea ci siamo anche fatti una corona di cartoncino per diventare la regina e il principe dei baci!
E' una storia da leggere e rileggere per riempirsi di baci e ricordarsi di dirsi quanto ci si vuole bene. Ricordarsi che, anche quando si hanno mille cose da fare, quando si ha fretta, si è in ritardo o si è nervosi, quando sembra che non ci sia tempo per niente, si può trovare sempre un secondo per darsi un bacio e dirsi...ti voglio bene!
La Regina dei baci di Kristien Aertssen è un libro che parla di affetti e sentimenti e a noi piacciono tanto i libri coccoli e dolci sul volersi bene e dimostrarselo!!!
Anche perchè quando ci si vuole bene bisogna dirselo, dimostrarselo in tutti i modi possibili... in fondo amarsi senza dirselo o senza coccolarsi e abbracciarsi e baciarsi non è un po' come leggere senza capire cosa si legge? o andare in vacanza per rimanere chiusi in camera?....
La Regina dei baci parla di una mamma e della sua bambina. La bimba vorrebbe dei baci, ma la Regina è troppo impegnata e non ha tempo, così le consiglia di prendere il suo aereo e andare in cerca della Regina dei baci. Ma dove si nasconderà questa Regina dei baci?
Nel suo viaggio la piccola principessa incontra la Regina delle torte che le insegna a diventare una brava pasticcera e le regala dei dolcetti; la Regina dei gatti che le dona un gattino per tenerle compagnia; la Regina dei giochi e la Regina dei fiori e infine la Regina della notte. Da ogni regina impara qualcosa e riceve dei regali, ma ad un certo punto la principessa ripensa alla sua mamma "Non ho trovato la Regina dei baci, ma pazienza. E' la mia mamma quella che voglio!"
Quando arriva a casa con tutti i regali li vuole dare alla mamma, ma quest'ultima vuole solo riempire la sua piccolina di baci. "Sai una cosa mamma? Sei TU la Regina dei baci!"
Direi che è la storia ideale per le coccole serali.
Una volta con Andrea ci siamo anche fatti una corona di cartoncino per diventare la regina e il principe dei baci!
E' una storia da leggere e rileggere per riempirsi di baci e ricordarsi di dirsi quanto ci si vuole bene. Ricordarsi che, anche quando si hanno mille cose da fare, quando si ha fretta, si è in ritardo o si è nervosi, quando sembra che non ci sia tempo per niente, si può trovare sempre un secondo per darsi un bacio e dirsi...ti voglio bene!
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